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Tindari tramonto Guide Turistiche Messina
20 Set

Tindari e il suo meraviglioso teatro

Gli antichi Greci che, nel 396 a. C., fondarono Tyndaris, oggi Tindari, ben conoscevano lo scenario naturale che si apriva all’occhio di chi si trovava sulla sommità dell’omonimo promontorio.

Nel punto più panoramico sorse così un teatro la cui cavea, appoggiata al pendio naturale, si rivolgeva interamente verso quello che oggi è il Golfo di Patti.

Impossibile abbracciare con un solo sguardo l’acropoli, l’antica Milay  (oggi Milazzo) ad est e Capo Calavà all’estremità del golfo. Tindari è oggi solo una frazione del comune di Patti, ma i fasti del suo glorioso passato sono ben visibili nella piccola ma significativa area archeologica dominata dal teatro.

Di esso restano una consistente porzione della cavea, parte della scena e più genericamente le strutture risalenti al successivo periodo romano.

Il panorama che si gode dall’alto giustifica la fatica che operai nerboruti dovettero fare per trasportare sul colle i blocchi di pietra arenaria. Essi provenivano dalle cave situate a valle ed erano necessari per la costruzione. Al tramonto la luce rossastra colora l’orizzonte e si tuffa in mare. Essa rende quasi superflua qualsiasi altra illuminazione in occasione degli spettacoli che si rappresentano in questo luogo magico.

Scena del Teatro di Tindari

Estate al teatro di Tindari

Da ben 62 anni infatti l’estate tindaridana si arricchisce di commedie, tragedie, concerti e anche lirica per un cartellone variegato. Inutile dire che il teatro di Tindari costituisce una collocazione quasi ideale. In origine la sua capienza era di 3000 posti, oggi ridotti per via delle norme di sicurezza. Difficile trovare in Sicilia un luogo altrettanto privilegiato. Persino  Salvatore Quasimodo la nomina nell’omonima poesia che testimoniava la nostalgia del poeta nei confronti della sua  terra.

La pace, la tranquillità palpabile pervadono il visitatore e lo riconciliano con il mondo. Più in là resta la massa di pellegrini che affollano la piazza antistante il famoso santuario della Madonna Nera di Tindari. Ma questa è un’altra storia della quale la nostra amica  Mata vi parlerà in seguito.

Caterina De Simone

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