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Guide Turistiche Eolie
16 Lug

Summer 2019: visite guidate al Castello di Lipari

Guide Turistiche Eolie Messina Taormina propone anche per l’estate 2019 le visite guidate al Castello di Lipari. I visitatori potranno apprezzare le bellezze architettoniche e la significativa collezione museale. Ecco cosa prevede la visita del Castello:

  • la cattedrale di San Bartolomeo
  • il chiostro normanno
  • gli scavi archeologici
  • il Museo archeologico Luigi Bernabò Brea.

La rocca del castello di Lipari si trova su un costone roccioso. Quindi per la posizione naturalmente protetta viene scelta dai Greci come acropoli, mentre l’abitato occupa le pendici.

La storia

Greci, Romani, Arabi, Normanni si sono insediati a Lipari. I Normanni trovarono Lipari quasi spopolata, poiché gli Arabi nell’ 838 avevano completamente distrutto l’isola. Le reliquie di San Bartolomeo erano custodite nella cattedrale, ma erano state disperse dagli Arabi. Alcuni monaci le raccolsero per essere trasportate a Benevento.

Per ripopolare l’isola il conte Ruggero inviò un gruppo di monaci benedettini sotto la guida dell’abate Ambrogio. Così i nuovi monaci si insediarono sulla rocca del Castello e intorno al loro monastero incominciò a formarsi un nuovo nucleo di abitanti. Il chiostro era il fulcro di questo monastero.

Tuttavia una nuova distruzione nel 1544 ad opera del pirata Kaireddin Barbarossa provocò danni al Castello. Il pirata conquistò e incendiò l’isola, come anche la cattedrale e il monastero, inoltre ridusse in schiavitù la popolazione. In età spagnola Carlo V fece costruire robuste mura a scarpa attorno al roccione, trasformandolo nella fortezza attuale.

Importanza del Museo Archeologico Eoliano

Sin dall’Ottocento gli esiti delle ricerche archeologiche hanno rafforzato l’importanza dell’arcipelago eoliano nel Mediterraneo. I fenomeni vulcanici hanno formato le isole e hanno fornito le materie prime sfruttate ed esportate dall’uomo: ossidiana, caolino, allume e zolfo.

Una delle più antiche campagne di scavo  nell’800 fu effettuata da E. Piraino Barone di Mandralisca. Lo studioso si trasferì da Cefalù  sull’isola per motivi di salute, dunque, si dedicò a studi naturalistici e archeologici. Condusse scavi in Contrada Diana, luogo di una delle più importanti necropoli ellenistiche scoperte in Sicilia.

Nel 1950 il Soprintendente alle Antichità Luigi Bernabò Brea arrivò a Lipari. Trovò davanti a sè luoghi devastati. Infatti, gli spazi erano stati destinati a luogo di prigionia e confino. Però questa realtà non ostacolò l’attività di ricerca. Numerosi iscrizioni e frammenti lapidei furono sistemati. Ma i primi scavi resero necessario un deposito dove poter ospitare questi reperti che aumentavano man mano.

L’archeologa Madeleine Cavalier, allieva dell’Università di Montpellier, iniziò la sua attività di ricerca dal 1950, a fianco di Luigi Bernabò Brea. A Lipari ha coordinato la direzione scientifica di tutti gli scavi fino al 2000.

L’ intesa con gli abitanti di Lipari

Un museo in continua espansione. Un motivo era l’aumento del numero delle tombe scavate. Il materiale ritrovato consisteva in corredi funerari dalla fine del VI secolo a.C. al VI secolo d.C., numerosi vasi figurati ed una notevole raccolta di maschere teatrali.

Il Museo fu aperto al pubblico nel 1954. Ma la sua storia è altresì interessante. Nel 1948 venne costituito un comitato cittadino sotto il patronato del Vescovo Mons. Bernardino Re e del sindaco Comm. Cincotta finalizzato alla creazione di un Antiquarium. Fortemente motivata era anche la Prof. Isabella Conti Vainicher. Allora preside dell’Istituto Tecnico, aveva seguito con i suoi allievi i primi scavi.

La sede dell’Antiquarium era al Castello di Lipari, dapprima nell’attuale padiglione epigrafico, poi nel Palazzo Vescovile del XVII secolo. Inoltre, nel 1949, fu dismesso il campo di confino liberando alcuni spazi utili per il Museo.

Guide Turistiche EoliePoche righe per  descrivere questo luogo ricco di tesori nascosti da alte mura. Per scoprirne di più scrivi a guideturistichemessina@gmail.com e prenota una visita guidata.

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