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Salina
8 Apr

Il villaggio dell’età del Bronzo di Portella a Salina

Il villaggio preistorico di  Portella, nell’isola di Salina, fu scoperto nel 1954 durante i lavori per la costruzione della strada provinciale Santa Marina – Malfa. Il villaggio sorge in una posizione estremamente disagevole: una stretta cresta di origine vulcanica molto ripida delimitata da due profondi valloni. L’insediamento è stato oggetto di diverse campagne di scavo nel 1955, nel 1999-2000, nel 2006 e nel 2008. Il villaggio risale all’età del Bronzo Medio ( XV- XIII sec. a. C.) quando nelle Isole Eolie si diffonde la cultura del Milazzese.

Descrizione del villaggio preistorico a Salina

Allo stato attuale delle ricerche sono state portate alla luce 25 capanne con pianta ovale o circolare di circa 3-4 metri di diametro. Le capanne sono scavate interamente nel tufo vulcanico e poi rivestite da un muro a secco fatto con pietre raccolte il più delle volte nella spiaggia. Il tetto era con molta probabilità conico, realizzato con rami di ginestra intrecciati. L’ingresso era quasi sempre rivolto a Nord.

Dentro le capanne

villaggio preistorico All’interno delle capanne sono rimasti gli oggetti di uso quotidiano e gli arredi quali mensole, focolari e piani di lavoro. Per quanto riguarda gli oggetti, si tratta di vasi che servivano per mangiare e per cucinare e strumenti di pietra utilizzati nelle attività di lavoro. All’interno di ogni capanna vi era anche un grosso contenitore (pithos) impiegato per conservare l’acqua; alcuni di questi grossi vasi, insieme a delle canalette, sono stati trovati fuori delle capanne ed erano usati per raccogliere l’acqua piovana. Le capanne potevano avere usi diversi: magazzino, spazio comune con il focolare o rifugio notturno.

Percorso di visita

Portella si trova fra Santa Marina e Capo Faro.

Bisogna fermarsi in prossimità del punto panoramico prima di Capo Faro e sulla sinistra vi è l’ingresso al villaggio preistorico da cui si diparte una lunga scalinata.

Prendiamo fiato e iniziamo la salita; dopo la prima rampa di scale ci fermiamo in uno spiazzo da dove riusciamo a percepire la ripidità del luogo e l’estensione del villaggio verso monte fino alla sommità e verso valle fino al mare.

Da qui si possono notare i resti di alcune capanne tagliate dai lavori per la costruzione della strada provinciale.

Si riprende la scalinata e si ammirano altre capanne, fino a raggiungere la sommità della cresta da cui si gode un bellissimo panorama delle Isole Eolie.

Gli oggetti rinvenuti durante gli scavi del villaggio sono esposti nel Museo Civico di Lingua a Salina e nella Sezione isole minori del Museo Archeologico Regionale “Luigi Bernabò Brea” a Lipari.

L’eccezionalità della scoperta è nello stato di conservazione delle capanne che dal momento in cui furono abbandonate non hanno subito nessun intervento, se non il naturale processo di riempimento: un unicum nel panorama della preistoria delle Isole Eolie che suscita curiosità e ammirazione a chiunque abbia voglia di scoprirlo.

Luana La Fauci

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